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Brevi racconti dedicati ai Bambini di
ogni età |
By
Fantasìa
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Dormiva su un giaciglio
fatto di erba, mescolata a foglie verdi, che provvedeva a cambiare, ogni
volta che iniziavano a farsi secche, in mezzo ad un immenso prato,
contornata da alte querce ombrose. Era una bimba minutina ma
proporzionata, con delle belle guanciotte rosse e un po' ruvide, occhi
grandi e dolci come quelli di un cerbiatto, capelli lunghi, ordinatamente
legati da un fiocco rosso.
Si chiamava Gioia. Contrariamente al suo nome, che avrebbe dovuto
identificarla come una persona gaia, serena e contenta, Gioia, era una
bimba molto triste. Quando la sera si stendeva sul suo giaciglio e si
trovava di fronte quel immenso cielo stellato, rischiarato a volte dalla
brillantezza della luna, era naturale per lei, sentirsi sola, piccola e
indifesa, immersa in tutto quel blu che la circondava. |
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E pensava, che i bimbi
sono coloro che devono imparare a vedere le cose e a capirle durante e
solo con la crescita, che non devono essere costretti a crescere, dalle
situazioni che si verificano loro intorno. E quanti bimbi, come lei, erano
infelici, in quello stesso momento! . Tutto ad un tratto, vide una stella
cadente sfrecciare nel cielo e attraversarlo completamente, da sinistra
verso destra. Immediato, arrivò il suo desiderio, che poi era sempre lo
stesso, per tutte le volte che aveva assistito a tali avvenimenti. Tutto
ad un tratto, vide una stella cadente sfrecciare nel cielo e attraversarlo
completamente, da sinistra verso destra. Immediato, arrivò il suo
desiderio, che poi era sempre lo stesso, per tutte le volte che aveva
assistito a tali avvenimenti. Lei non voleva niente di materiale, nè
vestiti, nè giocattoli, nè cose superflue.
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Desiderava solo
che tutti i bimbi del mondo, potessero avere ciò che a lei più
mancava: amore e tenerezza, serenità e pace, tranquillità e
compagnia. Il Vento, che aveva accompagnato la stella cadente nella
sua discesa, ascoltò senza volere le sue parole, ed intenerito dalle
sue nobili intenzioni, decise di aiutarla, nell'unico modo che gli
era possibile. Si alzò forte nel cielo, fino a toccare le nuvole e a
spostarle con un lieve movimento della sua bocca, arrivando fino
alla Luna, che splendeva in tutta la sua maestosità: Ella, sempre
così attenta al Vento, che con la sua forza tutto riusciva a muovere
e cambiare, che le offriva, ogni qualvolta ne fosse in grado, la
possibilità di illuminare le notti più oscure, vedendolo andare
presso di lei, gli chiese: "Caro amico, quale motivo hai tu stasera,
per avvicinarti a me, in assenza di nubi?" |

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Egli, con voce
decisa, rispose: "Mi sei debitrice cara Luna, lo sai quante volte ho
soffiato fino allo stremo solo per mostrarti al mondo e farti
arrivare fino agli angoli più bui? Beh, adesso sono io ad aver
bisogno di te: dammi un tuo frammento, affinché possa donarlo ad una
bimba infelice, che deve trovare la sua strada ben illuminata. Solo
così potrà sentirsi meno sola e trovare quello che le manca" La luna
ascoltò con attenzione, tutte le sue parole e la sua risposta, non
si fece attendere oltre: "Soffia adesso contro di me, con tutta la
tua forza e nello stesso istante corri al lato opposto e raccogli
quel frammento che si staccherà! E quando le arriverà, dille che
ogni volta che lo stringerà a sé, si illuminerà, indicandole la
strada giusta….Corri, non farla aspettare ancora ! " |
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Il vento si
affrettò a compiere la sua missione, ma si accorse che mancava
ancora qualcosa. E allora raggiunse velocemente quel punto in cui
era caduta quella stella, che anche Gioia aveva visto, e che le
aveva chiesto di esprimere quel preciso desiderio. Lì la trovò,
ancora brillante, ancora accesa, anche se un po' malconcia.
"Stellina, vuoi continuare a brillare per me? " le chiese il Vento
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"Ho già un piccolo
frammento di Luna, così non sarai mai sola; vi porterò in un posto,
in cui ti sentirai a tuo agio, perché continuerai ad esplicare al
massimo, il tuo antico compito: indicherai la strada come quando lo
facevi per i marinai, ad una piccola bimba, che si è perduta" Così
la raccolse ed insieme alla Luna, le racchiuse in un'ampolla di
vetro, non senza però averla prima riempita dell'aria pura presente
nel cielo quella sera. Quando Gioia si svegliò, il mattino dopo,
trovò accanto a sé la magica ampolla consegnatale dal Vento, con
dentro quanto le serviva per continuare il suo percorso. Un minerale
bianco ed uno rosso, contenuti, a loro volta, in una bolla d'aria
sana, che riempiva l'ampolla. |

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Tutte le volte che
la guardò, da quel giorno in poi, si sentì felice, serena, gioiosa e
non più sola e quando ne aveva bisogno, la stringeva a sé e si
sentiva la bimba più sicura del mondo. La tenne sempre con sé, e
dovunque andò, da quel momento in poi, si sentì sempre come a casa
sua. Ancora oggi, se guardiamo il cielo in una notte di luna piena,
possiamo vedere che nel suo contorno c'è una piccola imperfezione:
come se qualcuno, ne avesse tolto un pezzetto. E ogni volta che
vediamo cadere una stella ed esprimiamo un desiderio, cerchiamo di
pensare alle persone che soffrono e che hanno bisogno di tutto
quello, che a volte noi abbiamo e di cui non ci rendiamo conto.
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E il vento, che
ruolo ha? Il vento è colui che tutto muove e tutto cambia, in un
attimo che dura da un'eternità… E quella bimba, sapete dove sia?
Beh, dopo quella notte, è cambiata molto, è cresciuta ed è riuscita
a portare a tutti i bambini che ha incontrato sul suo cammino, una
caratteristica molto, molto particolare…… Il suo nome….è GIOIA, e
non scordarla mai ! |
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Per
le mie bambine, Sara & Giulia, con affetto
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Fantasìa |
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